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martedì 14 settembre 2010

Quasi fatta?

Sono finalmente arrivate le bozze [fonte?]. Un ultimo weekend|e forse ce l'abbiamo fatta: XpreparateviX a leggere il *bestseller di Natale. [Dan Brown, fatti da parte!]->non sarebbe meglio un autore più scientifico?

lunedì 12 aprile 2010

Uppsala che sedia!

Arrivato ieri al frugale ostello dove ha trovato accoglienza (l'INFN è munifico e passerebbe anche un vero albergo, ma mi spiaceva dilapidare i soldi del contribuente nelle tariffe spropositate degli alberghi svedesi, dove una topaia costa come un quattro stelle col botto in centro a Roma) la vivace curiosità del prof. Sentimento Cuorcontento è stata immediatamente attirata dal curioso cadreghino che vedete in fotografia qui accanto. Una breve conversazione con la ragazza alla reception, che ha tradotto in inglese le didascalie che vedete nella foto, ha svelato l'arcano.

Quando si dice il genio. Carl von Linné, una delle glorie accademiche di Uppsala, verso la metà del XVII secolo si era disegnato personalmente la sua plugghästen: una sedia particolarmente comoda per lavorare e studiare, e a quanto pare amava così tanto il suo trespolo da portarselo anche in aula per fare lezione.

Oggi un intraprendente svedese, seguendo l'esempio di una nota ditta del suo Paese, ha pensato bene di riprodurre la sedia con linee e materiali moderni: se volete comprarvene una, potete trovare tutte le informazioni qui. Tirando a indovinare lo svedese, direi che per 300 corone vi manda i disegni dettagliati e per 2500 corone portate a casa la sedia completa.

Naturalmente, nella più pura tradizione IKEA, la sedia arriverà smontata in una scatola piatta, anche se non si capisce se la chiavetta Brugola è inclusa.

Ah, già: Linneo è famoso anche per quella cosetta della tassonomia, avendo inventato il sistema di classificazione degli esseri viventi che, pur con molte modifiche, usiamo ancora oggi. Però quello non posso farmelo regalare per Natale, né metterci sopra il MacBook.

lunedì 21 dicembre 2009

Vite degli Astronomi

Amedeo Balbi di Keplero ha raccolto in un eBook i suoi fulminanti post sulle Vite degli Astronomi. Lo potete scaricare qui, è gratis ed è consigliato dal prof. Sentimento Cuorcontento.
Sì, vabbene, Galileo il padre del metodo scientifico, Galileo il (quasi) martire della ragione, Galileo il campione dell'anti-oscurantismo. Ma io non riesco a evitare di pensare che, in fondo, quello che di tragico e orribile gli è capitato (l'inquisizione, il processo, l'abiuro-maledico-e-detesto, il confino) gli sia capitato anche perché il pisano era u appassionato di gadget, un patito delle nuove tecnologie. In poche parole, come diremmo oggi: un geek.
Alla fin fine è un file PDF, quindi se anche non avete un Kindle, un Sony Reader o un affare del genere potete banalmente stamparlo. Oppure ecco che avete la scusa per comprarvi un eReader per Natale...

(Il prof. S.C. non si è dimenticato dei "segnali intelligenti dal centro galattico": ho letto gli articoli nel weekend, ma non ho fatto in tempo a scriverne. Restate sintonizzati!)

domenica 1 marzo 2009

Un telescopio da 15$

Abbiamo già detto e stradetto che il 2009 è l'Anno di Darwin e l'Anno Internazionale dell'Astronomia. Non sempre si è così fortunati: il 2008 era l'Anno Internazionale della Patata (non fate gli spiritosi). Abbiamo già parlato fin troppo di Darwin: pur nella sua profonda e poliedrica cultura, il prof. Sentimento Cuorcontento non è un biologo, e se esagera rischia di dire vaccate. Quindi, sotto con l'astronomia.

Cosa fa un astronomo? Guarda il cielo! E come lo guarda? Col telescopio! E qui cominciano i problemi, perchè i telescopi belli costano un occhio della testa. È vero che uno vuole far vedere a un bambino gli anelli di Saturno, le lune di Giove, o le fasi di Venere gli basta un telescopietto (guardate che aggeggi usava Galileo) ma anche un telescopio piccolo costa caro. Di quelli giocattolo non ne parliamo: diciamo che se ne avesse usato uno James Stewart, La finestra sul cortile sarebbe durato cinque minuti, o avrebbe parlato d'altro.

L' American Astronomical Society ha allora deciso di fare qualcosa: un telescopio senza fronzoli ma di qualità, robusto e facile da usare, che costi pochissimo, alla portata delle tasche anche dei meno fortunati. Ha raccattato un sacco di prestigiosi sponsor (mica pizza e fichi: l'UNESCO, l'International Astronomical Union, la National Science Foundation, la rivista Sky and Telescope, e altri ancora), ha fondato una piccola società commerciale ed è nato il Progetto Galileoscope.
The Galileoscope comes as a kit with simple instructions for no-tools assembly in 5 minutes or less. Its achromatic optics include a 50-mm-diameter objective lens of focal length 500 mm, an eyepiece of focal length 20 mm (magnification 25x), and a 2x Barlow lens (yielding 50x when used with the supplied eyepiece). The Galileoscope accepts almost any optical accessory that has a standard 1¼-inch (31¾-mm) barrel, and it attaches to virtually every tripod made or distributed anywhere in the world.
Qui sotto, un tizio smonta e rimonta il coso al congresso annuale della American Association for the Advancement of Science.


E il bello è che costa 15$. Avete letto bene: meno di dodici euro al cambio di oggi. È vero che ci sono anche le spese postali (quasi altrettanto, per spedirlo fin qui in Europa) e che dovete trovarvi un cavalletto, ma è un'idea formidabile. Se avete un figlio, un nipotino, un piccolo amico da iniziare all'astronomia è il regalo giusto, e se vi sentite filantropi sulla pagina web del progetto potete anche finanziare l'acquisto di Galileoscopi da regalare: ci penserà Astronomi Senza Frontiere (esiste davvero! Se ne scopre una tutti i giorni...) a distribuirli a scuole o programmi di alfabetizzazione scientifica in giro per il mondo.

I Galileoscopi sono in vendita da una decina di giorni e cominceranno ad essere distribuiti ai primi di aprile: il prof. Sentimento Cuorcontento ne ha già ordinato uno con la trasparente scusa di regalarlo a Cuorcontento Jr.: appena arriva vi racconto com'è.

lunedì 22 dicembre 2008

Ce n'è anche per i fisici

Ultimo consiglio per gli acquisti natalizi dal prof. Sentimento Cuorcontento.

Qualche tempo fa Bea raccontava di essere la felice proprietaria di un neurone di pelouche (tutto lascia supporre che abbia anche la normale dotazione di quelli naturali, ma nel blog non ne parlava). Li fabbrica una ditta chiamata Giant Microbes, insieme ad altri schifezze come il virus Ebola, la Yersinia pestis o il Porphyromonas gengivalis (il batterio dell'alitosi).

Non sia mai che i fisici debbano essere considerati meno geek dei biologi! C'è Julie Peasley, di Los Angeles, che sul sito particlezoo.net (Sewing the fabric of spacetime) produce e vende particelle elementari di pelouche. Non costano pochissimo, ma se volete un bosone di Higgs, a $9.75 più le spese di spedizione è una conveniente alternativa rispetto al metodo oggi generalmente usato. Se volete risparmiare, potete ordinare il Lepton six-pack a $55.50, oppure i sei quark coi relativi antiquark e provare a farvi gli adroni in casa: vende anche degli opportuni pallini adesivi per la carica di colore della QCD.

A questo punto credo che solo i fisici mi siano venuti dietro, quindi saluti e auguri a tutti: ci risentiamo dopo Natale.

sabato 20 dicembre 2008

Un mantra sulla maglietta

Ecco un altro mantra da recitare tutte le mattine prima di colazione. Questa volta è su una maglietta che potete regalarvi per Natale:


Viene da Bad Science di Ben Goldacre, l'autore dell'omonima rubrica sul Guardian e del libro in questi giorni sul mio comodino (letture consigliate: ne riparleremo presto).

Se vi piacciono le magliette un po' da geek, siete in buona compagnia. Il solito Leon Lederman (OK, il libro l'ho finito e giuro che è l'ultima volta, ma è una miniera di quel genere di battute sceme che piace tanto al prof. Sentimento Cuorcontento) dice
My ambition is to live to see all physics reduced to a formula so elegant and simple that it will fit easily on the front of a T-shirt.
Al CERN l'hanno preso in parola, e hanno fatto un tentativo con la lagrangiana del Modello Standard (adesso non venite a dirmi che non sapete cos'è). Il risultato è una maglietta per geek allo stadio terminale, per ragioni misteriose disponibile solo nei colori nero e verde militare (il prof. S. C. non l'ha comprata solo perchè, ehm, avevano finito la sua misura, o non gli piaceva il colore, o qualcosa del genere):

(Grazie a Dario per la foto che ero dimenticato di fare prima di ripartire per Torino)
Se avete una fidanzata, parente, amico fraterno geek quanto voi, compratevi le due magliette, indossatele uno vicino all'altro e mandate la foto a badscience.net: pare che si possa vincere un premio.
D'altronde è vero che è un po' più complicata di così, però provate a far stare questo su una maglietta. T. D. Gutierrez, il tizio che si è preso la briga di scriverla, dice che se uno la guarda abbastanza a lungo con la luce giusta sembra un po' un coniglio.