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Visualizzazione post con etichetta UFO. Mostra tutti i post
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venerdì 19 febbraio 2010

Di spalle a Striscia

Intanto che aspettate trepidanti qualche commento su Voyager, i furbacchioni di Striscia la Notizia hanno ripreso la puntata e sbertucciato un po' il caso Urzi. Si vede anche, di spalle, il prof. S.C. (ed è sempre un bel vedere...)

Lo trovate su YouTube qui, grazie a Fabio per la segnalazione. Intanto, nella foto, il backstage in senso stretto: le "quinte" dello studio, dall'esterno.

UPDATE: mi segnalano che il link di YouTube non funziona. Il filmato si trova, sul sito di Striscia, questo link.

giovedì 4 febbraio 2010

Nella tana del lupo

Dimostrando un singolare talento per cacciarsi nei guai, il prof. Sentimento Cuorcontento stavolta l'ha fatta grossa: è andato a ficcarsi proprio nella tana del lupo, tra le grinfie del malvagio Jack Obb.

Sono infatti di ritorno dall'estenuante registrazione di un puntatone di Voyager, che vede la prominente partecipazione del prof. S.C. sull'argomento per lui insolito degli UFO. Dovrebbe andare in onda il 15 febbraio.

Lascio come al solito i commenti a dopo la trasmissione, così come l'inevitabile discussione sull'opportunità o meno di partecipare a questo genere di trasmissioni (stavolta ero in dubbio anche io, poi ho deciso di provare a vedere come sarebbe andata a finire).

Al telefono era «una puntata sulla possibilità della vita nell'universo», una volta là si è rivelata essere Voyager: speciale UFO, ma questo me lo aspettavo. Purtroppo però poi la scaletta è stata abbastanza diversa da quella che mi avevano mandato e molte cose sono state tagliate al volo, compreso parte degli spazi per i commenti degli ospiti, così alcune cose che avevo pianificato di dire sono rimaste non dette.

Insomma, excusatio non petita eccetera, vedremo come è venuta. Domani per rappresaglia riprendo in mano 2012.

giovedì 10 dicembre 2009

Giacobbo e la fine del mondo - III

In trasferta Marino Laziale per un corso di Comunicazione e Divulgazione della Fisica, il prof. Sentimento Cuorcontento aveva per qualche giorno lasciato da parte la lettura del tomo.
Nel week-end, riprendendolo in mano per una piccola dose, ho attraversato incolume la Profezia dei Maya e il Sarcofago dell’Astronauta di Palenque: non si capisce bene cosa c'entri, ma parlando di Maya temo fosse inevitabile (non mi dite che non sapete di che si tratta: non ci credo).

Comincia a questo punto un promettente capitolo ricco di simpatici personaggi. La prima è tale Fiorella Capuano, fondatrice del Giardino di Pace di Ceglie Messapica (iniziativa probabilmente più che lodevole, ne sono certo, ma non è questo il punto). L’altro è José Argüelles, un mattacchione che Giacobbo gabella per «massimo conoscitore al mondo del popolo e della cultura maya». Per dire, Fiorella fa una distinzione tra “Maya storici” e “Maya galattici”: questi ultimi sarebbero arrivati sulla Terra da altri livelli di coscienza, qualunque cosa voglia dire, mentre

Il professor Argüelles, basandosi sui suoi decennali studi, sostiene che la razza umana abbia tentato tre volte di abitare il sistema solare: la prima volta a Maldek, pianeta che è stato poi smembrato nell’attuale cintura di asteroidi; la seconda su Marte e poi, quando anche sul pianeta rosso la vita non sarebbe stata più possibile, sulla Terra.

Ahi. Marte. Cattivo segno, finora abbiamo scampati i Templari ma ho paura che…

…lo sapevo, eccola lì in fondo a pag. 37. La famosa Faccia su Marte fotografata dal Viking nel 1977: non poteva mancare. Con i Maya ovviamente non c’entra una pigna, ma qui bisogna far vedere che tutti gli indizi puntano al 2012, non si può buttar via nulla.

Metto qui accanto la famosa foto: confrontatela con la foto ad altissima risoluzione scattate dal Mars Express che trovate sul sito dell'ESA: la struttra in questione è proprio al centro dell'immagine. Se volete i dettagli, ne ha parlato Phil Plait qui.

Per evitare danni permanenti, il prof. S.C. fa una pausa nella lettura. Stay tuned.

domenica 6 settembre 2009

Zzot!

I fisici evidentemente non hanno tanta fantasia quando si tratta di scegliere i titoli delle riviste “divulgative” pubblicate dalle varie istituzioni. Quella pubblicata congiuntamente da SLAC e Fermilab si chiama Symmetry, quella dell’INFN si chiama Asimmetrie (non so bene se questa contrapposizione significhi qualcosa), mentre quella del CERN si chiama banalmente CERN Courier, riuscendo ad avere la stessa spigliatezza dell’ineffabile Illustrato FIAT. Queste riviste rivestono per il pubblico generale lo stesso interesse della Gazzetta dell'Epigrafista Partico-Sassanide: sono di solito piene di necrologi di fisici famosi, annunci di premi dati e ricevuti, visite di alti papaveri a questo o quel laboratorio, interviste a giovani ricercatori di belle speranze e cose di questo genere. Qualche volta però si trova una notizia succulenta, che non può sfuggire all’occhio vigile del prof. Sentimento Cuorcontento: ne ho trovata una sul numero di luglio di Symmetry. Purtroppo il prof. S. C. medesimo non è stato interpellato, altrimenti avrebbe avuto certamente una risposta dello stesso calibro della domanda: «È vero che avete usato il fascio di ioni pesanti ultrarelativistici del vostro acceleratore per abbattere un UFO?»

M. Rowe, “Nope, no UFOs at Brookhaven Lab” Symmetry Magazine 6:4 (July 2009). Online qui.

A quanto pare, ad aprile una troupe della trasmissione UFO Hunters, di Discovery Channel, si è presentata ai Laboratori Nazionali di Brookhaven per porre esattamente questa domanda ai fisici di RHIC, il Relativistic Heavy Ion Collider. Secondo gli ufologi, i pompieri in servizio al laboratorio sarebbero intervenuti il 24 novembre 1992 per spegnere l’incendio causato da un UFO precipitato nei dintorni, e (secondo alcune versioni) avrebbero portato parte del relitto a Brookhaven, per farlo esaminare dagli scienziati. Ma non solo: secondo alcuni, sarebbe stato proprio il fascio prodotto dall’acceleratore ad abbattere l’astronave aliena!

Ora, è vero che RHIC è un acceleratore di particelle un po’ particolare: mentre di solito si accelerano leggerissimi elettroni o al massimo protoni, RHIC è fatto per accelerare nuclei di elementi pesanti, generalmente oro o rame. Anzi, fino a che non partirà finalmente LHC (che userà nuclei di piombo invece che protoni per una frazione del tempo) RHIC continuerà ad essere l’acceleratore di ioni pesanti più potente del mondo. Nonostante questo, però, non può essere usato come un cannone: la condizione per poter far circolare il fascio collimato è che ci sia un vuoto estremamente, ehm, vuoto nei tubi che lo ospitano: nel momento in cui fosse “sparato” verso un bersaglio qualsiasi, l’interazione con gli atomi dell’aria lo disperderebbe rapidamente. E poi, l’acceleratore è progettato per far circolare il fascio lungo una traiettoria precisa, non si può “puntarlo” come se fosse un fucile. Quindi, i fisici di Brookhaven sono innocenti.

E l’incendio?

Chiamato in causa, il capo dei pompieri di Brookhaven ha mostrato il registro delle attività di quella sera, su cui con grande delusione degli ufologi (e del prof. S.C.) non compare alcuna attività particolare.

Naturalmente, potete anche pensare che tutto questo faccia parte di una grande congiura del silenzio: d’altronde è noto che il prof. S.C. è al soldo della CIA. Gli alieni ci assediano, gli americani si sono armati con RHIC. E noi in Europa? Ma avete davvero creduto a tutte quelle balle sul Bosone di Higgs? A cosa credete che serva LHC? Aspettate un momento che riusciamo a farlo funzionare e poi che vengano, se ne hanno il coraggio. Che vengano!