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giovedì 10 dicembre 2009

Giacobbo e la fine del mondo - III

In trasferta Marino Laziale per un corso di Comunicazione e Divulgazione della Fisica, il prof. Sentimento Cuorcontento aveva per qualche giorno lasciato da parte la lettura del tomo.
Nel week-end, riprendendolo in mano per una piccola dose, ho attraversato incolume la Profezia dei Maya e il Sarcofago dell’Astronauta di Palenque: non si capisce bene cosa c'entri, ma parlando di Maya temo fosse inevitabile (non mi dite che non sapete di che si tratta: non ci credo).

Comincia a questo punto un promettente capitolo ricco di simpatici personaggi. La prima è tale Fiorella Capuano, fondatrice del Giardino di Pace di Ceglie Messapica (iniziativa probabilmente più che lodevole, ne sono certo, ma non è questo il punto). L’altro è José Argüelles, un mattacchione che Giacobbo gabella per «massimo conoscitore al mondo del popolo e della cultura maya». Per dire, Fiorella fa una distinzione tra “Maya storici” e “Maya galattici”: questi ultimi sarebbero arrivati sulla Terra da altri livelli di coscienza, qualunque cosa voglia dire, mentre

Il professor Argüelles, basandosi sui suoi decennali studi, sostiene che la razza umana abbia tentato tre volte di abitare il sistema solare: la prima volta a Maldek, pianeta che è stato poi smembrato nell’attuale cintura di asteroidi; la seconda su Marte e poi, quando anche sul pianeta rosso la vita non sarebbe stata più possibile, sulla Terra.

Ahi. Marte. Cattivo segno, finora abbiamo scampati i Templari ma ho paura che…

…lo sapevo, eccola lì in fondo a pag. 37. La famosa Faccia su Marte fotografata dal Viking nel 1977: non poteva mancare. Con i Maya ovviamente non c’entra una pigna, ma qui bisogna far vedere che tutti gli indizi puntano al 2012, non si può buttar via nulla.

Metto qui accanto la famosa foto: confrontatela con la foto ad altissima risoluzione scattate dal Mars Express che trovate sul sito dell'ESA: la struttra in questione è proprio al centro dell'immagine. Se volete i dettagli, ne ha parlato Phil Plait qui.

Per evitare danni permanenti, il prof. S.C. fa una pausa nella lettura. Stay tuned.

4 commenti:

juhan ha detto...

Cribbio! sei a pag. 37, +/- e ci sono già tutte queste cose!
Adesso mettiti una mano sulla coscienza e dimmi: quanto conti di tirarla per le lunghe? Lasciandoci nel dubbio. Lascia perdere i mesoni che tanto sono tutti uguali e indistinguibili l'uno dall'altro e vai avanti: chi ha distrutto la faccia quando il Viking l'ha scoperta? Io ho un paio di sospetti (Maya Galattici e Templari) ma mi manca la prova definitiva, lo smoking gun come direbbe il Bad Astronomer. Come si fa a credere a uno che si chiama cattivo e non crede in niente?
In alternativa, se proprio ci tieni ai fotoni (anche loro anni '70 come il Viking(1)) potresti dare a me il libro che lo leggo prima di subito e relaziono come si deve nel giro di qualche giorno.
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1) Sarà un caso? Noi crediamo di no.

Stefano Bagnasco ha detto...

Juhan,

se stai sottilmente insinuando che la sto facendo troppo lunga, credo di aver già spiegato anche più volte che non voglio rischiare che il cervello mi si liquefi colando giù dalle orecchie.

E poi, ho trovato un modo per scrivere regolarmente dei post senza troppa fatica, me lo faccio durare, no?

S.

juhan ha detto...

OK ma sappi che tieni i tuoi lettori all'oscuro di conoscenze che potrebbero rivelarsi fondamentali. E poi riuscirai a finire prima della fine del mondo? Hai tre anni a disposizione. ;-)
Rileggendo il mio commento precedente mi accorgo di aver parlato di mesoni al posto di bosoni: chiedo scusa ma sono piccoli e senza occhiali è difficile distinguerli.

Stefano Bagnasco ha detto...

Oh, tanto poi è vero che i bosoni sono proprio indistinguibili, ma anche i mesoni si somigliano tutti, un po' come i cinesi.

S.

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