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venerdì 18 dicembre 2009

Giacobbo e la fine del mondo - IV

Umpf, il prof. Sentimento Cuorcontento non riesce ad andare avanti con il maledetto libro, e questo liveblogging non finirà più.
Dopo appena un paio di pagine (siamo a pag. 42) mi imbatto in questo:
Sappiamo che il centro galattico emette continuamente una trasmissione di onde radio di vario tipo, che possiamo chiamare “raggi di informazione”: lo abbiamo visto all’inizio del nostro racconto […]
Ullallà! Davvero? Andiamo a vedere, doveva essermi sfuggito. Tocca tornare a pag. 14:
Il 18 ottobre del 2005 Scott Hyman, astronomo e professore di fisica presso lo Sweet Briar College, fa una sorprendente dichiarazione sulla rivista scientifica Nature: nel 2002, mentre analizzavano le onde radio a bassa frequenza raccolte dal telescopio Very Large Array di Socorro, nel New Mexico, ha rilevato, proprio al centro della nostra galassia, 5 emissioni radio ad alta energia e di uguale intensità, della durata di 10 minuti ciascuna, che apparivano ogni 77 minuti su un periodo di 7 ore, dal 30 settembre al 1 di ottobre.
Un segnale intermittente che sembra possedere tutte le caratteristiche per essere equiparato a un’emissione effettuata in maniera intelligente.
Scott Hyman lo definisce «un sordo brontolio al centro della galassia».
A questo punto mi sono davvero incuriosito e mi sono messo a indagare, il che ha disgraziamente preso un po’ di tempo. Per oggi vi racconto dove ho cercato, prossimamente vi racconto che cosa ha visto Hyman: è tutto vero, ma un po’ diverso da come lo racconta Giacobbo…

Naturalmente Giacobbo si guarda bene dal mettere uno straccio di bibliografia. O meglio, la bibliografia c’è ma è completamente inutile: ne parleremo quando ci arriverò (sta a pag. 191, se andiamo avanti di questo passo finisce prima il mondo).
Però almeno abbiamo un nome (Scott Hyman), una rivista seria (Nature) e una data (ottobre 2005), e per fortuna siamo nell’era del Web. Basta andare nella pagina di ricerca degli indici di Nature e mettere il nome dell’autore nell’apposito spazio. Il primo articolo non c’entra nulla (è sul trapianto di cuore nei topi, solo che ha tra gli autori “Scott H. Visovatti” e “Matthew C. Hyman”). Il secondo è quello che interessa a noi.
Scott D. Hyman, T. Joseph W. Lazio, Namir E. Kassim, Paul S. Ray, Craig B. Markwardt, Farhad Yusef-Zadeh “A powerful bursting radio source towards the Galactic Centre” Nature 434:50-52 (3 March 2005) doi:10.1038/nature03400 Letter

C’è anche un link alla pagina dell’articolo: c’è l’abstract, ma se uno non è abbonato alla rivista non può vedere il contenuto completo, a meno di non sganciare 32$ sonanti. Per fortuna l’INFN ha un abbonamento, quindi scarico, stampo e metto da parte. Se avete cliccato sul link, avrete notato che sulla destra, sotto il titolo “See also”, c’è un link “News and Views by Kulkarni & Phinney”.
News and Views è la sezione di Nature in cui si trovano, tra le altre cose, commenti e riassunti adatti a un pubblico (un po’) meno specialistico. In questo caso, due astronomi del Caltech raccontano e commentano l’articolo di Hyman et al.: magari ci capisco qualcosa anche io. Scarico, stampo e metto da parte anche questo.
S. R. Kulkarni & E. Sterl Phinney “Astronomy: Blasts from the radio heavens” Nature 434:28-29 (3 March 2005) doi:10.1038/434028a; Published online 2 March 2005
Una breve scorsa al paper di Nature mi rivela che l’oggetto in questione si chiama GCRT J1745-3009 (come sono poetici gli astronomi, eh?). Provo a questo punto, banalmente, con Google e sorpresa! C’è persino una pagina di Wikipedia, con altri riferimenti bibliografici, che mi risparmia di cercare ulteriormente articoli che citano quello di Nature: per il weekend ho abbastanza da leggere.

2 commenti:

juhan ha detto...

Certo che sorgono domande inquietanti! Ad esempio non so se tu prof. e voi lettori del suo blog avete mai notato che spesso gli astronomi sono anche fisici, sarà un caso? Io penso di no.
Poi vedo una conferma esplicita che questo libro durerà fino alla fine del mondo. Ci dormo sopra ma essendo improbabile che me lo presti quando l'hai finito (per il motivo appena detto) la tentazione di comprarlo è forte: mica posso rimanere ignorante!
Ma ho ancora un dubbio: sarà un libro affidabile? Io ho un test infallibile: guardo se nell'indice analitico sono presenti i Templari, e quante volte. Se non ci sono (nemmeno come illuminati di Baviera o Rosacroce) il libro è solo fuffa. A meno chel'autore sia stato rapito dagli alieni. O sia in contatto pscichico con loro da tempo e quindi non hanno bisogno di rapirlo.
Visto che è sabato sera mi tocca aspettare fino a lunedì, poi per precauzione non vado nella mia solita libreria, dove mi conoscono, non si sa mai. Speriamo che non faccia troppo freddo.

Stefano Bagnasco ha detto...

E cosa dire del numero di pagina che mi ha costretto a tornare indietro? Quarantadue!

Non può essere una coincidenza. E davvero, questa carenza di Templari mi preoccupa. Cosa vorrò dire?

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