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venerdì 7 dicembre 2012

Da non perdere

Un nuovo, importante contributo culturale del prof. Sentimento Cuorcontento è appena uscito su una autorevole rivista. I Grandi Gialli di Stop - Speciale Misteri ospita infatti, da pag. 4 a pag. 7, una lunga intervista in cui pontifico inesorabilmente sul 2012, sui Maya e sulla fine del mondo (argomenti sui quali spero di non dover più ritornare troppe volte, che il mondo finisca o no tra due settimane).

Sullo stesso numero ci sono anche Armando, Marco, Lorenzo e Massimo, mescolati in mezzo a un prodigioso zuppone di streghe, complottisti, vampiri, nazisti, stigmatizzati, alieni, esorcisti e cacciatori di fantasmi. L'effetto complessivo è un po' pulp ma non spiacevole, per gli amanti del genere. E poi costa meno di due euro.

L'unico cruccio è che l'Abilitazione Scientifica Nazionale sia già passata: non sarebbe stato molto meno presentabile di altre riviste ammesse alla valutazione. Chissà che effetto avrebbe avuto sul mio H-index.

mercoledì 13 ottobre 2010

Appuntamento a Novi Ligure

L'ennesima, straordinaria occasione per ascoltare dal vivo un sermone del prof. Sentimento Cuorcontento. A margine della seconda Assemblea Nazionale dei Soci CICAP, venerdì sera terrò una conferenza pubblica dal titolo 2012: Mai dire Maya. L'idea originale era provare a rispondere alla domanda «il 21 dicembre del 2012 finirà il mondo?», ma dato che la conferenza sarebbe stata molto breve («no») il sottotitolo è più genericamente Che fine ha fatto la fine del mondo? e mi permetterà di pontificare per un'oretta, con proiezioni.

L'appuntamento è per venerdì 15 ottobre, alle ore 21.00 alla Biblioteca Civica di Novi Ligure (AL), in via Marconi 66. Partecipate numerosi e siate grati a Claudio Casonato per questa imperdibile opportunità.

giovedì 29 luglio 2010

Appuntamento a Tesero

Per rimanere in tema di 2012, se domani sera vi trovaste a passare per la Val di Fiemme avreste l'imperdibile occasione di ascoltare dal vivo le pontificazioni.

Il prof. S.C. sarà infatti ospite del Gruppo Astrofili Fiemme domani, 30 luglio, alle ore 21.00 presso la Sala Bavarese a Tesero (TN), per una mysteriosissima serata dal titolo 2012: mai dire Maya.

E poi, in vacanza!

mercoledì 28 luglio 2010

È in gioco la fine del mondo

Il prof. Sentimento Cuorcontento emerge brevemente dalle sue fatiche letterarie per un importante suggerimento di letture estive.

È uscito, per i tipi di Iacobelli, il nuovo libro del mio amico Mariano Tomatis, dal titolo 2012: è in gioco la fine del mondo, in cui, come ci si può aspettare, sbertuccia le varie giacobbate di cui ci siamo occupati più volte anche qui.
Se il libro lo avessi scritto io, sarebbe stato naturalmente ricco di rimandi scientifici, di spunti di riflessione, di riferimenti bibliografici stimolanti. Nel libro di Mariano tutte queste cose ci sono, ma insapettatamente ci sono in più anche un sacco di giochi!
Mariano è un illusionista, mentalista, esperto di giochi matematici (gli ultimi due libri si intitolano, non a caso, La magia della mente e La magia dei numeri, di quest'ultimo magari prima o poi parleremo) e alterna i capitoli in cui racconta il calendario dei Maya, le profezie farlocche e le castronerie astronomiche con inattesi giochi che servono proprio a capire al volo di cosa si sta parlando.

Per cui preparatevi a trovare spiegato l'astruso calendario Tzolkin per mezzo di cinque mazzi di carte, calcolare la data della fine del mondo con i dadi o capire l'inversione dei poli magnetici (una sola tra le grandi sfighe che si concentreranno intorno al 21 dicembre 2012) usando due cracker e un pennarello.

Sbrigatevi a comprarlo:
Per celebrare la festività di Ix Chel, la dea della Luna e dell'oscurità, prendi la carta in fondo al mazzo ed eliminala senza guardarla: restare all'oscuro del suo valore sarà u nmodo per offrirle simbolicamente un sacrificio. Un altro giorno è passato, e mancano sei giorni alla fine del mondo.

mercoledì 10 febbraio 2010

Appuntamento a Novara...

...ma meno stuzzicante di quanto originariamente promesso.

Giovedì 18 febbraio il prof. Sentimento Cuorcontento sarà a Novara, nell’Aula Magna dell’Università del Piemonte Orientale per un dibattito dal titolo “21 dicembre 2012. Mai dire Maya!”, moderato da Alessandro Carini. L'altro ospite sarà il filosofo Alberto Voltolini, dell'Università di Torino.

Mancherà purtroppo l'ospite che avrebbe reso piccante la discussione, e cioè nientemeno che Roberto Giacobbo, in un primo tempo annunciato come terzo relatore. Disgraziatamente non ci sarà, e bisognerà accontentarsi…

Ulteriori dettagli sull’evento, curiosamente organizzato dalla Diocesi di Novara in occasione di un progetto che si chiama Passio2010, qui.

UPDATE: il prof. S.C., che usualmente tiene a zero il volume delle casse per non disturbare i suoi vicini, non si era accorto che aprendo il link di Passio2010 parte il Dies Irae. Rassicuratevi, è un effetto speciale: non è giunta la vostra ora. Non ancora, almeno.

giovedì 10 dicembre 2009

Giacobbo e la fine del mondo - III

In trasferta Marino Laziale per un corso di Comunicazione e Divulgazione della Fisica, il prof. Sentimento Cuorcontento aveva per qualche giorno lasciato da parte la lettura del tomo.
Nel week-end, riprendendolo in mano per una piccola dose, ho attraversato incolume la Profezia dei Maya e il Sarcofago dell’Astronauta di Palenque: non si capisce bene cosa c'entri, ma parlando di Maya temo fosse inevitabile (non mi dite che non sapete di che si tratta: non ci credo).

Comincia a questo punto un promettente capitolo ricco di simpatici personaggi. La prima è tale Fiorella Capuano, fondatrice del Giardino di Pace di Ceglie Messapica (iniziativa probabilmente più che lodevole, ne sono certo, ma non è questo il punto). L’altro è José Argüelles, un mattacchione che Giacobbo gabella per «massimo conoscitore al mondo del popolo e della cultura maya». Per dire, Fiorella fa una distinzione tra “Maya storici” e “Maya galattici”: questi ultimi sarebbero arrivati sulla Terra da altri livelli di coscienza, qualunque cosa voglia dire, mentre

Il professor Argüelles, basandosi sui suoi decennali studi, sostiene che la razza umana abbia tentato tre volte di abitare il sistema solare: la prima volta a Maldek, pianeta che è stato poi smembrato nell’attuale cintura di asteroidi; la seconda su Marte e poi, quando anche sul pianeta rosso la vita non sarebbe stata più possibile, sulla Terra.

Ahi. Marte. Cattivo segno, finora abbiamo scampati i Templari ma ho paura che…

…lo sapevo, eccola lì in fondo a pag. 37. La famosa Faccia su Marte fotografata dal Viking nel 1977: non poteva mancare. Con i Maya ovviamente non c’entra una pigna, ma qui bisogna far vedere che tutti gli indizi puntano al 2012, non si può buttar via nulla.

Metto qui accanto la famosa foto: confrontatela con la foto ad altissima risoluzione scattate dal Mars Express che trovate sul sito dell'ESA: la struttra in questione è proprio al centro dell'immagine. Se volete i dettagli, ne ha parlato Phil Plait qui.

Per evitare danni permanenti, il prof. S.C. fa una pausa nella lettura. Stay tuned.

mercoledì 2 dicembre 2009

Di nuovo alla radio

Un'altra occasione imperdibile per ascoltare le pontificazioni dalla viva voce del prof. Sentimento Cuorcontento, questa volta annunciata con un po' più di anticipo.
Ho appena finito di registrare una breve intervista telefonica per Il comuniCattivo, trasmissione di Radio 1 di Igor Righetti, sempre sulla fine del mondo nel 2012.

Andrà in onda nella puntata del 3 gennaio, alle 11.00. Sintonizzatevi numerosi (anche perché mi è venuta meglio di quella di ieri).

venerdì 27 novembre 2009

Giacobbo e la fine del mondo - II

Ieri il prof. Sentimento Cuorcontento si trovava a Bologna. Dopo cena, reduce da passatelli in brodo di cappone, trippa («esce coi fagioli, poidòpo la facciamo lezzermente gratinare, mi saprà dire») e mezza bottiglia di Grasparossa («mo’ guardi ben qui che cocacòla che fanno a Modena!») si sentiva sufficientemente protetto da poter proseguire un po’ nella lettura.

A guardarlo in televisione Giacobbo non fa lo stesso effetto. Le sparate si susseguono e non danno il tempo di meditare e di rendersi granché conto. Ma vederle scritte e poter seguire con calma un filo che per mancanza di un termine più appropriato chiameremo “logico” dà una sensazione di leggera vertigine. Sempreché, naturalmente, non fosse effetto del Lambrusco.

Arrivato a pag. 26 trovo qualcosa che non mi quadra e sobbalzo nello scomodo letto dell’albergo. Oddio, grosso modo ogni tre righe trovo qualcosa che non mi quadra: ma se dovessi sobbalzare ogni volta, nella stanza accanto si farebbero delle idee sbagliate.
I Maya raffiguravano i due calendari, lo Tzolkin e lo Haab, mediante due ruote dentate: la più piccola girava intorno alla più grande fino al momento in cui il primo giorno del calendario sacro corrispondeva al primo giorno dell’anno vago; questo momento si ripeteva una volta ogni 18.980 giorni, quindi ogni 52 anni.

Il prof. S.C. si ricorda di aver visto almeno due volte una simile raffigurazione: al Museo Regional de Antropología di Mérida, in Yucatan, e al Mystery Park di Interlaken (la figura qui accanto è presa da un volantino di quest’ultimo). Ora, c’è un problema: a quanto ne capisco, i Maya non usavano la ruota, né normale né tantomeno dentata a guisa d’ingranaggio. Sospetto fortemente che la raffigurazione del calendario Maya come una coppia di ruote dentate sia un’invenzione moderna. In effetti al Museo di Mérida era un disegno su un pannello che spiegava, appunto, la fissazione dei Maya per i calendari, mica un bassorilievo. Von Däniken piglia il disegno così com’è senza pensarci troppo su, e Giacobbo dietro. Mi farebbe piacere, se c’è un archeologo in ascolto, avere un parere autorevole: pur versato in ogni più recondita disciplina, il prof. S.C. tentenna un po’ in archeologia mesoamericana.

Comunque, Giacobbo non sta andando male: già trenta pagine e non ci sono ancora i Templari. Speriamo che duri.

lunedì 23 novembre 2009

Giacobbo e la fine del mondo - I

Nel weekend, per ragioni di documentazione, il prof. Sentimento Cuorcontento si è procurato l'ultima fatica di Roberto Giacobbo, quello di Voyager e, facendosi forza, ha cominciato a leggerlo.

Roberto Giacobbo 2012 la fine del mondo? Milano: Mondadori (2009)
Farò un liveblogging di questa operazione, anche se ci vorrà un po': sono solo all'inizio e lo prendo a piccole dosi, per non rischiare. Comincia coi Maya e naturalmente non possono mancare l'Astronauta di Palenque e supercazzole tipo la seguente:
Abbiamo detto che, come un raggio sottile, l'onda di informazione genetica codificata nelle particolari frequenze e qualità del pianeta prescelto si manifesterebbe in modo istantaneo e in tale maniera i Maya, navigatori galattici, potrebbero penetrare nei vari sistemi.
Non commento perché è al di là della pur profonda e poliedrica capacità di comprensione del prof. S.C.
Invece nel secondo capitolo sui Teschi di Cristallo si trova:
Nel 1992 Richard Dolmun, curatore della Smithsonian Institution di Washington, riceve un pacco postale anonimo: dentro vi trova un teschio di quarzo, dal colore bianco latte e del peso di venti chili.
Insieme al pacco c'è una lettera non firmata: «questo teschio di cristallo azteco, che a quanto pare faceva parte della collezione di Porfirio Diaz, è stato acquistato in Messico nel 1960. La offro alla Smithsonian senza chiedere nulla in cambio».
Mysterioso, no? Purtroppo però Giacobbo prosegue:
Sembra che subito dopo la donazione l'uomo della lettera si sia suicidato.
L'anonimo e ignoto mittente si è suicidato. Giacobbo lo sa: gliel'ha detto suocuggino.