Ecco uno dei risultati del lavoro di Observa: la credibilità delle fonti di informazione sulla scienza, secondo gli italiani (in percentuale; il comunicato stampa su questo argomento è qui).
(Abbiate pazienza per la tabella in GIF, se cliccate si ingrandisce. Ho brevemente provato a fare la tabella in HTML ma Blogger la incasina senza rimedio...)Una delle cose interessanti, secondo Observa, è che i nuovi strumenti di comunicazione, come i blog, si fanno spazio e riscuotono una buona fiducia. Risentono, insieme alle pagine web degli istituti di ricerca, del fatto che non tutti hanno la stessa familiarità con il web, che si traduce in una ampia frazione di incerti. Ancora più incerti li troviamo sui programmi radiofonici di divulgazione, probabilmente a causa del fatto che la scelta non è amplissima e probabilmente una buona fetta degli italiani non sa neanche che ce ne sono (io, ad esempio, ne conosco uno solo).
Se rifacciamo la classifica tenendo conto solo di quelli che ritengono di poter dare un parere, però, le cose non cambiano di molto: le pagine scientifiche dei quotidiani crollano in fondo alla classifica e le conferenze pubbliche saltano al secondo posto.
Il professor Sentimento Cuorcontento vorrebbe però fare una considerazione: se questi numero sono veri, tra i quattordici lettori di questo blog che ne nascondono tre che si permettono di definirlo «poco o per nulla credibile». Come sarebbe a dire, mascalzoni e sciagurati?!
