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giovedì 21 gennaio 2010

Dopo Porta a Porta

Qualche considerazione sparsa dopo la partecipazione del prof. Sentimento Cuorcontento a Porta a Porta (a proposito, chi non avesse visto la puntata può rimediare cliccando qui).

1. Il prof. S.C. aveva otto anni e Anna Kanakis era già Miss Italia. Massimo rispetto.

2. Il prof. S.C. ha un grande successo con le donne, dalle giovanissime attrici ungheresi alle ex-miss Italia ben conservate: lo testimonia la foto qui accanto, dove si vede benissimo chi pende dalle sue labbra e chi invece pensa ai fatti suoi (grazie a Pac per la segnalazione).

3. Avete notato un piccolo ritardo tra il bingbong che annuncia l'ospite e l'ingresso del prof. S.C.? Sappiate che vi siete persi per un pelo uno spettacolo ben più divertente: il prof. medesimo, alzatosi repentinamente al suono del bingbong, che entrava con una seggiola appesa per il bracciolo alla tasca della giacca. Le contorsioni appena seduto sulla celebre poltroncina bianca erano dovute a un tentativo di verificare con discrezione se la tasca in questione faceva ancora parte della giacca quasi nuova.

4. Delle tre puntate di Porta a Porta dedicate all'astrologia a cui ho partecipato (nel 2005, 2007 e 2010: come passa il tempo, eh?) solo la prima era pensata per avere un vero dibattito, con scettici contro astrologi. Allora ero affiancato da Corrado Lamberti, storico direttore de L'Astronomia e dalla compianta antropologa Cecilia Gatto Trocchi. Lamberti si era arrabbiato moltissimo e l'allora inesperto prof. S.C. aveva fatto un po' il poliziotto buono. Tutti avevano strillato un po' e alla fine, secondo me, non si era capita una mazza.
Due anni dopo c'è stato il trappolone: tre astrologi, uno stimato intellettuale cattolico che aveva deciso che l'astrologia tutto sommato poteva starci con la religione (e pubblicizzava un suo libro al riguardo), due politici degli opposti schieramenti e un po' della solita varia umanità televisiva. Dal'altra parte, io.
I due politici fuori onda avevano manifestato un sano scetticismo; poi Vespa ha letto le statistiche su quanti italiani credono all'astrologia, questi hanno fatto due conti al volo e repentinamente sviluppato una mentalità aperta e possibilista. A questo punto la Laurito si è messa a starnazzare e tutto è andato in vacca.
Stavolta la puntata era slegata e noiosissima, con troppa roba e un sacco di spazio agli astrologi, ma non credo si sarebbe potuto fare diversamente. Certo, avrei potuto dare sulla voce, sbraitare e contestare ogni singola affermazione. Alla fine magari avrei anche vinto la discussione, ma non avrei convinto nessuno.

5. Se sento ancora nominare Jung apro il fuoco.

11 commenti:

juhan ha detto...

Per vedere la Rai bisogna installare le porcherie di Micro$oft, quindi ciccia. Ma comunque riesco a immaginare benissimo. E poi Porta a Porta, dai! cosa puoi pretendere.
Tutta la mia solidarietà al prof. anche se è in ritardo per i mystery dey maya, sarà un complotto? Noy credyamo dy sý.

Stefano Bagnasco ha detto...

Mah, io lo vedo perfettamente dal MacBook... promesso che al più presto vado ancora un po' avanti con Giacobbo.

S.

Anonimo ha detto...

Ricordo la puntata dove c'era l'illustre Laurito. Una sua frase mi è rimasta dentro: "che lo vogliate o no, siamo fatti di energia"! E Bagnasco, allucinato e incredulo, replicò: "abbiamo un concetto di energia molto diverso!". Ecco, immagino che quando si ha una luminare come la Laurito con cui dialogare, la discussione non può che finire, come si suol dire, a pizza e fichi. La Vento, almeno, pur avendo pochi neuroni funzionanti, è comunque guardabile e si sa, l'occhio vuole la sua parte. Di la verità, prof., ci hai provato con qualcuna dietro le quinte, eh? Birbaccione :)

Marco

Anonimo ha detto...

La Vento non ha neuroni. Il nome deriva da quello che ha tra le orecchie, aria in movimento, quinti Vento.

Prof, per la prossima persone che cita Jung, io li tengo e tu li picchi? Ma lasciamene un pezzetto, ti prego...

Paolo Amoroso ha detto...

Caro prof. Sentimento Cuorcontento, apprezzo molto i suoi sforzi e quelli del CICAP. Davvero.

Ma temo che lo stile, l'orientamento commerciale e i ritmi della televisione siano incompatibili con dibattiti neutrali. Questa televisione amplifica e consolida i messaggi di chi costruisce fortune sulla credulità, l'ingenuità e l'ignoranza. Gli scettici vengono esibiti solo come soprammobili per dare l'impressione di un confronto equilibrato.

Nelle indagini sul paranormale e le pseudoscienze, gli illusionisti evitano agli scienziati di cadere nelle trappole dei volponi. Sanno che il rigore morale e la buona fede sono debolezze nel regno della malizia e della manipolazione. Illusionisti e prestigiatori affiancano spesso gli scienziati in queste indagini. Gli scienziati farebbero a meno della collaborazione di questi esperti? Probabilmente no, però accettano di farsi impallinare in TV senza qualcuno che li aiuti ad affrontare ad armi pari i volponi della comunicazione. Vanno allo sbaraglio senza nemmeno sapere chi saranno i loro interlocutori.

Questo modo di divulgare lo scetticismo è inutile nella migliore delle ipotesi, e controproducente nella peggiore.

Andrea F. ha detto...

Paolo, e qual è il modo utile di divulgare lo scetticismo, per capire?

Stefano Bagnasco ha detto...

Ciao Paolo, grazie delle osservazioni.

Devo dire, concordo pienamente con le premesse ma non con le conclusioni.

È chiaro che lo stile, l'orientamento e i ritmi della televisione sono incompatibili con un dibattito neutrale, che certo non mi aspettavo. E sono anche abbastanza convinto che scettici vengano davvero esibiti come soprammobili, con qualche rara eccezione. Ma una grandissima parte degli italiani si informa per lo più attraverso la televisione, e sarebbe sciocco non cercare di raggiungere anche loro.

Si tratta secondo me di essere realistici negli obiettivi che ci si pone. Sarebbe veramente molto ingenuo chi pensasse di andare a Porta a Porta (o anche soltanto di fare un’intervista alla radio) e raccontare con calma che l’astrologia non funziona e perché, sperando di convincere qualcuno.

Uno va a queste cose non tanto per raccontare il suo punto di vista, ma per far pubblicità al fatto che un altro punto di vista esiste e non è il banale «sono tutte bischerate» che convince solo chi è già convinto.

Già che ci siamo, l’altra osservazione sugli esperti: immagino che tu abbia ragione, ma non ho capito bene di quali esperti stai parlando. La comunicazione della scienza la studiamo (un po’), e qualche professionista fa anche parte del CICAP. O intendi un esperto di televisione?

S.

Andrea Bernagozzi ha detto...

Carissimo prof. Sentimento Cuorcontento,

seguo tre blog con regolarità: il suo, Avventure planetarie (Paolo Amoroso) e il Disinformatico (Paolo Attivissimo). E scopro che i primi due si mettono a discutere!

Per di più su una questione annosa, il dubbio amletico «partecipare o non partecipare» quando si tratta di dibattiti pseudoscientifici.

Proprio su questo tema discussi anch'io con l'avventuriero planetario un anno e mezzo fa. L'occasione era stata la participazione di Giovanni Fabrizio Bignami, allora presidente ASI, a un programma sugli UFO. Chi volesse sapere qualcosa su questo scambio di vedute può leggerle qui e qui.

Chi vorrà vedere la discussione in quelle sedi, comprenderà che tra andare e non andare, avrei fatto come il prof. Sentimento Cuorcontento. Ma sono d'accordo con l'avventuriero planetario che, in generale, sia bene chiedere consigli a esperti della comunicazione per essere consapevoli, nei limiti del possibile, del meccanismo mediatico nel quale si inserisce.

Una banalità, ma siccome la situazione è fluida anche ribadire le banalità può essere utile.

Saluti, Andrea

Stefano Bagnasco ha detto...

Ciao Andrea, Paolo,

c'e' secondo me una differenza importante tra il caso di Bignami e quello in questione (anche se, secondo me, la conclusione non cambia).

Bignami era li' in quanto presidente dell'ASI, mentre io ero a Porta a Porta non in quanto fisico dell'INFN ma come rappresentante del CICAP.

Il CICAP nasce apposta per documentarsi e prepararsi a rappresentare la voce della scienza in queste questioni controverse, quindi sarebbe stato un po' fuori luogo tirarsi indietro.

Poi e' anche vero che bisogna fare delle distinzioni, per mantenere una certa immagine di serietà: per esempio, domenica scorsa ho declinato l'invito di Giletti a Domenica In. Non è snobismo, è che bisogna mettere una soglia da qualche parte o dopo un po' di diventa come Mughini.

Sul messaggio di chiedere consiglio agli esperti della comunicazione, non potrei essere più d'accordo ed è quello che cerchiamo di fare, anche se probabilmente un fattore altrettanto importante è l'esperienza. Poi magari il risultato lascia a desiderare, ma uno fa quello che può.

Ciao,
S.

Stefano Bagnasco ha detto...

Ah, dimenticavo: il prof. S.C. concorda pienamente con il punto di vista e le osservazioni di Andrea nel dibattito segnalato, e che anche le opinioni degli altri interlocutori sollevino problemi interessanti.

Penso che in generale potrebbe essere una lettura interessante per i frequentatori di questo blog, perciò riposto il link. Fate un confronto stilistico con qualche discussione su forum frequentati, che so, dai complottisti delle scie chimiche...

S.

Paolo Amoroso ha detto...

Andrea F. mi chiede quale sia il modo utile per divulgare lo scetticismo. Purtroppo, come accenna Andrea Bernagozzi a proposito del dibattito "andare o non andare?", non ne ho idea, posso solo limitarmi a riflettere sui modi meno efficaci per divulgarlo. E sperare che il dominio della televisione diminuisca, anche se non trattengo il fiato.

Rispondo anche a Stefano Bagnasco a proposito della mia osservazione sugli esperti di comunicazione da fare partecipare ai dibattiti. Conosco sia il tuo ruolo nel CICAP, che seguo da tempo, sia le tue competenze e attività nel campo della comunicazione. Alla luce di questo, la mia non è stata un'osservazione particolarmente felice e appropriata.

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