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martedì 19 aprile 2011

Enrico Bellone (1938-2011)

Grazie a una singolare e quasi inquietante coincidenza, il supplemento domenicale del Sole 24ore del 17 aprile dedica la copertina a un argomento di cui si era occupato anche un pilastro della divulgazione scientifica italiana, Enrico Bellone, ordinario di Storia della Scienza all’Università di Milano ma soprattutto storico direttore di Le Scienze, scomparso proprio sabato 16 aprile.
Il titolo dello speciale, L’Italia della scienza negata, è quasi lo stesso di uno degli ultimi libri di Bellone.
Enrico Bellone, La scienza negata. Il caso italiano. Torino: Codice (2005)
Il libro, a suo tempo abbastanza discusso, è un collage di due parti: nella prima parte, “Cronaca di un disastro programmato”, Bellone ripercorre brevemente il declino della cultura scientifica in Italia dall’inizio del secolo a oggi.
Nella seconda, ben più corposa, Bellone cerca di andare al nocciolo della questione: il perché di questo crollo di dignità della cultura scientifica. Non cercate di leggerlo alla sera prima di dormire, Bellone non sta cercando di semplificare troppo per rendere la vita facile al lettore. I capitoli hanno titoli come “La matematica coercitiva e gli ingegni minuti”, “Le linee isoemozionali, il niente e la techne” o “San Galileo, l’homo demens e i numeri come delinquenza”. Lo avevo letto quando era uscito, qualche anno fa, e non mi era piaciuto un gran che. Domenica l’ho ripreso in mano e, dopo qualche anno di riflessione e letture, la nascita di questo blog, un libro e ore di discussione su questi temi il prof. S.C. è costretto ad ammettere che, forse, non l’aveva capito. Non è un libro per principianti, lo sto rileggendo e magari ne riparliamo.

Nel frattempo, se riuscite a procurarvi una copia del Sole 24Ore di domenica, o avete voglia di leggere gli articoli online qui, scoprirete che in questi giorni cade il centenario di quella che secondo molti fu la condanna a morte della cultura scientifica in Italia: il Congresso della Società Filosofica Italiana a Bologna, nell’aprile del 1911. In quei mesi si combatteva una vera e propria guerra tra le idee del matematico Federigo Enriques e l’idealismo di Benedetto Croce e Giovanni Gentile, che si conclusero con la sconfitta (e il disonore) del primo. Ne parlano Armando Massarenti, Umberto Bottazzini e Gilberto Corbellini (i link sui nomi puntano ai rispettivi articoli). Una lettura istruttiva: è rara una presa di posizione così netta sulla vicenda, in cui il disprezzo aggressivo (e disastroso) di Croce per la scienza è mostrato senza tanti patemi d’animo:
Ma fu proprio quel tono sprezzante e liquidatorio a inasprirsi durante la disputa e a segnare la sconfitta di Enriques. Gli fu dato platealmente dell'incompetente. E non solo in campo filosofico. Fu invitato, in maniera insultante, a parlare solo della sua materia, cioè di matematica, un sapere non per veri filosofi ma per quegli «ingegni minuti» che sarebbero appunto gli scienziati.
In Italia, il problema delle “due culture” spariva: una cosa è la scienza, altra è la Cultura; ne vediamo chiaramente le conseguenze ancora adesso. Scommettiamo che domenica prossima ci sarà la lettera di qualcuno che, non avendo capito un tubo, procede alla obbligatoria difesa del Liceo Classico?

7 commenti:

bea ha detto...

bravo prof.

Marco F ha detto...

Avevo già affrontato il tema tempo fa, e mi sento piuttosto legato emotivamente alla posizione di Massarenti. Anche se continuo a pensare che mi sembra decisamente strano che una persona intelligente come Croce potesse avere una posizione così tranchant verso la scienza. Non ho né tempo né le capacità di andare a rivedere un carteggio che potrebbe chiarire le cose, lascio qua il mio dubbio e la considerazione che secondo me gran parte di ciò è una questione di nomi. Cioè se invece di Cultura da una parte e scienza dall'altra si parlasse di cultura umanistica da una parte e scientifica dall'altra, nessuno si offenderebbe. Considerando che nonostante tutta la mia buona volontà, io non riesco a parlare con gli umanisti (per mancanze mie, indubbiamente), continuo infine a pensare che le due culture siano veramente mondi che non si parlano perché non possono. Sempre pronto a essere smentito.

Marco F ha detto...

P. S. Surrealistic Pillow nell'iPod? Ma ti rendi conto?

hronir ha detto...

Sì, Bellone scrive(va, sigh) a densità nucleare, in ogni sua frase c'è un mondo, fra riferimenti, sottintesi e richiami a una visione del mondo quiniana poco nota in giro, purtroppo (ma secondo me profondissima).
Avevo avuto modo di criticarlo proprio di recente, ma per me resta un punto di riferimento fondamentale nel mio percorso di comprensione della scienza, ben al di là dell'orizzonte limitato che si suol concedere all'approccio storiografico alla scienza, che in effetti di solito ha, ma certamente non con Bellone, in cui uno sguardo preciso e meticoloso, attento alle fonti e scevro di pregiudizi anacrostici e chiavi di lettura "a posteriori", non agiografico e aneddotico, alla scienza passata è in grado di gettare nuova luce anche sulla scienza di frontiera contemporanea, come non avresti mai nemmeno lontanamente sospettato.

hronir ha detto...

C'è un motivo per cui non abiliti i feed anche per i commenti (ai singoli post)?
Avevo lasciato un commento, mi sa che è finito nelle grinfie del filtro antispam per via di qualche link che ho messo...

Stefano Bagnasco ha detto...

@Marco F:

Forse hai ragione, Surrealistic Pillow va nel mangiadischi, non nell'iPod. Comunque ho cambiato, va meglio? ;-)

@hronir:

Uh, no, non c'e' nessuna buona ragione per non abilitarli. Ci sono un certo numero di modifiche che dovrei fare alle impostazioni del blog, ma non trovo mai il tempo di farlo. Prometto che appena ho un minuto lo faccio.
BTW, Bellone scrivera' anche a densita' nucleare, ma tu stavi cercando di battere il record di asindeto in lungo? Dieci tra subordinate e coordinate senza un punto! Fai qualcosa!

hronir ha detto...

> ma tu stavi cercando di battere il record di asindeto in lungo

Avevo cominciato la frase pensandola molto più corta, nello scrivere mi venivano cose da aggiungere... ma soprattutto stavo crollando dal sonno... :-)

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