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domenica 6 settembre 2009

Zzot!

I fisici evidentemente non hanno tanta fantasia quando si tratta di scegliere i titoli delle riviste “divulgative” pubblicate dalle varie istituzioni. Quella pubblicata congiuntamente da SLAC e Fermilab si chiama Symmetry, quella dell’INFN si chiama Asimmetrie (non so bene se questa contrapposizione significhi qualcosa), mentre quella del CERN si chiama banalmente CERN Courier, riuscendo ad avere la stessa spigliatezza dell’ineffabile Illustrato FIAT. Queste riviste rivestono per il pubblico generale lo stesso interesse della Gazzetta dell'Epigrafista Partico-Sassanide: sono di solito piene di necrologi di fisici famosi, annunci di premi dati e ricevuti, visite di alti papaveri a questo o quel laboratorio, interviste a giovani ricercatori di belle speranze e cose di questo genere. Qualche volta però si trova una notizia succulenta, che non può sfuggire all’occhio vigile del prof. Sentimento Cuorcontento: ne ho trovata una sul numero di luglio di Symmetry. Purtroppo il prof. S. C. medesimo non è stato interpellato, altrimenti avrebbe avuto certamente una risposta dello stesso calibro della domanda: «È vero che avete usato il fascio di ioni pesanti ultrarelativistici del vostro acceleratore per abbattere un UFO?»

M. Rowe, “Nope, no UFOs at Brookhaven Lab” Symmetry Magazine 6:4 (July 2009). Online qui.

A quanto pare, ad aprile una troupe della trasmissione UFO Hunters, di Discovery Channel, si è presentata ai Laboratori Nazionali di Brookhaven per porre esattamente questa domanda ai fisici di RHIC, il Relativistic Heavy Ion Collider. Secondo gli ufologi, i pompieri in servizio al laboratorio sarebbero intervenuti il 24 novembre 1992 per spegnere l’incendio causato da un UFO precipitato nei dintorni, e (secondo alcune versioni) avrebbero portato parte del relitto a Brookhaven, per farlo esaminare dagli scienziati. Ma non solo: secondo alcuni, sarebbe stato proprio il fascio prodotto dall’acceleratore ad abbattere l’astronave aliena!

Ora, è vero che RHIC è un acceleratore di particelle un po’ particolare: mentre di solito si accelerano leggerissimi elettroni o al massimo protoni, RHIC è fatto per accelerare nuclei di elementi pesanti, generalmente oro o rame. Anzi, fino a che non partirà finalmente LHC (che userà nuclei di piombo invece che protoni per una frazione del tempo) RHIC continuerà ad essere l’acceleratore di ioni pesanti più potente del mondo. Nonostante questo, però, non può essere usato come un cannone: la condizione per poter far circolare il fascio collimato è che ci sia un vuoto estremamente, ehm, vuoto nei tubi che lo ospitano: nel momento in cui fosse “sparato” verso un bersaglio qualsiasi, l’interazione con gli atomi dell’aria lo disperderebbe rapidamente. E poi, l’acceleratore è progettato per far circolare il fascio lungo una traiettoria precisa, non si può “puntarlo” come se fosse un fucile. Quindi, i fisici di Brookhaven sono innocenti.

E l’incendio?

Chiamato in causa, il capo dei pompieri di Brookhaven ha mostrato il registro delle attività di quella sera, su cui con grande delusione degli ufologi (e del prof. S.C.) non compare alcuna attività particolare.

Naturalmente, potete anche pensare che tutto questo faccia parte di una grande congiura del silenzio: d’altronde è noto che il prof. S.C. è al soldo della CIA. Gli alieni ci assediano, gli americani si sono armati con RHIC. E noi in Europa? Ma avete davvero creduto a tutte quelle balle sul Bosone di Higgs? A cosa credete che serva LHC? Aspettate un momento che riusciamo a farlo funzionare e poi che vengano, se ne hanno il coraggio. Che vengano!

2 commenti:

juhan ha detto...

Ci sono 2 (due) UFO in copertina, la rivista è seria quindi gli UFO esistono e sono venuti a farci visita.
O non valgono più i sillogismi?

Stefano Bagnasco ha detto...

Valgono, valgono. Un bel piatto di sillogismi alle vongole alla Trattoria da Nando "vale il viaggio", come direbbe la guida Michelin.

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